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AZIENDA CHIMICA

Perdita macchinario critico

LA STORIA

L’azienda analizzata è una

start-up chimica, con un fatturato di circa 40 milioni di euro

Incontro tra Risk Manager e Amministratore Delegato

L’azienda è convinta di conoscere e gestire più che adeguatamente i rischi legati al loro settore:

+ Rischio di esplosione
+ Sicurezza dei dipendenti
+ Rischio inquinamento

RISCHI PALESI

L’Amministratore Delegato richiede quindi, solo un’analisi base, volta a migliorare la gestione dei rischi più ovvi.

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Il Risk Manager suggerisce, vista la grandezza e la pericolosità dell’azienda, di procedere invece con un’analisi completa, per mettere allo scoperto tutte le zone deboli dei flussi operativi, che possono nascondere rischi meno evidenti, ma altrettanto gravi.

Il Risk Manager ha ragione, perché?

L’A.D. accetta il consiglio e dall’analisi emerge che i rischi prioritari non sono solo quelli considerati dall’azienda, piuttosto questi:

+ Perdita fornitore critico
+ Tasso di cambio
+ Perdita Macchinario critico

RISCHI NUOVI

Rischio Perdita Macchinario critico: il più pericoloso

Il Risk Manager classifica la priortà della pericolosità dei macchinari in base al tempo di rimessa in funzione se fermi e in base alla reperibilità dei pezzi di ricambio, quindi quelli con Lead Time di 6 mesi, inoltre consiglia all’A.D. di stipulare con il suo assicuratore di fiducia una polizza sul macchinario con annessa Business Interruption.
Attuare un piano preventivo su questo rischio significa investire 350.000 €.
L’A.D. approva anche se infastidito dalla cifra.

Accade l’imprevisto,

ma è sotto controllo

Un macchinario si rompe e l’arrivo del componente adatto sarebbe avvenuto in 6 mesi come da piani, ma l’ordine del pezzo era già stato inviato con tre mesi di anticipo rispetto alla data di rottura, nei restanti 3 mesi la produzione si abbassa al 70%.

La previsione del Rischio salva l’Azienda.

Ecco i calcoli

Considerando che l’impresa fattura 40 milioni di euro, 180 gg di fermo significano 1,7 mln € di margine di contribuzione, invece grazie alla pianificazione questo danno costa 0,9 mln €, e grazie anche all’assicurazione stipulata, viene rimborsato anche il Mdc, cioè il 40% dei 0,9 mln €.

Conclusioni a favore dell’analisi dei Rischi approfondita, sempre

Se l’A.D. non avesse considerato la consulenza, il costo del danno si sarebbe tradotto in 6 mesi di fermo e considerata l’assenza della copertura alla liquidità aziendale, in 26 milioni di euro.
Addirittura, se la gestione dei rischi fosse stata fatta da anni, il danno ammonterebbe a soli 180.000 €.


Consideriamo poi il Danno Consequenziale, che avrebbe generato la perdita di clienti, costretti a rivolgersi ad altri fornitori per evitare un calo di produzione dei propri prodotti. Basti pensare che il cliente principale genera un fatturato di 8 mln €/anno.

Come evolve il rapporto tra A.D. e Risk Manager?

In seguito all’avvenuto sinistro e provata l’utilità economica, l’A.D. ha scelto di applicare il Risk Management al 100% al processo della sua fabbrica, collaborando con il Risk Manager in modalità continuativa: due audit annuali e la gestione costante dei rischi.

Un progetto di Risk Management in Azienda è la strategia giusta per proteggere il proprio lavoro, ogni giorno.

Con EXSAFE Platform puoi introdurre, anche oggi stesso, questa nuova forma di controllo e monitoraggio.

LA SCELTA

La domanda é:
Sei disposto a lasciare al caso le variabili fondamentali della tua impresa?

Un imprenditore può scegliere di gestire la propria attività in due modi:


A. Ignorando i Rischi
B. Conoscendo i Rischi e la loro gestione

Cosa accade nel caso in cui si danneggi in modo grave un macchinario essenziale per la produzione in una fabbrica chimica?

INTERRUZIONE FLUSSO PRODUTTIVO

I due scenari possibili:

Gestione senza
RISK MANAGEMENT
26 milioni di danno
Fallimento
Gestione con
RISK MANAGEMENT
0,6 milioni di danno
-96%

welcome

Tu cosa sceglieresti per la tua azienda?

ANALISI DEI NUMERI

SENZA PIANO

di Risk Management

DANNO DIRETTO

230.000 €
DANNO INDIRETTO

1.780.000 €
DANNO CONSEQUENZIALE

24.000.000 €
TOTALE PERSO in 3 anni

26.000.000 €

DANNO DIRETTO
200.000 € per acquistare un macchinario nuovo, fatto ad hoc, senza poter chiedere sconti o valutare più preventivi;
30.000 € di consulenza per azione legale contro la ditta fornitrice

DANNO INDIRETTO
Il margine di contribuzione giornaliero è di 33.000 €. Ha prodotto al 70% della sua capacità per 180 gg, perciò il danno è di 1.780.000 € (33.000 X 180 * 30%)

DANNO CONSEQUENZIALE
Il cliente principale genera 8 mln €, ma necessita di acquistare i prodotti ad alta raffinazione.
Non può attendere 6 mesi e si serve da un altro fornitore che gli propone un contratto di 3 anni per comprare tutti i prodotti e così l’impresa lo perde completamente

(almeno per i prossimi 3 anni)

8 mln * 3 anni = 24 mln €

ALTRI DANNI
La banca, ancora fortemente esposta con l’investimento iniziale dell’impianto, chiede ai soci di aumentare il capitale sociale e di liquidare parte del debito di 2 mln

CON PIANO

di Risk Management

DANNO DIRETTO

180.000 €
DANNO INDIRETTO

534.000 €
DANNO CONSEQUENZIALE

0 €
TOTALE PERSO in 3 anni

714.000 €

DANNO DIRETTO
180.000 € per acquistare un macchinario e metterlo a magazzino

DANNO INDIRETTO
Il fermo produttivo è di 90 gg di conseguenza il danno è di 890.000 € (33.000 X 90 * 30%), tuttavia di questo, il 40% era coperto con polizza B.I. perciò il danno per l’impresa è di 534.000 €

DANNO CONSEQUENZIALE
Il cliente principale che genera 8 mln € ha atteso i 3 mesi necessari a riavere quel prodotto (non senza chiedere sconti e favori)

DA 6 MESI DI FERMO

A SOLI 3 MESI
IMPATTO RIDOTTO DEL 96%