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MAGGIORE CULTURA,
MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA

I rischi (ancora) non percepiti

Esistono diversi studi condotti da Osservatori e da società di brokeraggio in relazione ai rischi meno assicurati nelle PMI italiane.

L’osservatorio NSA rilevava, nel 2017, per i Danni indiretti un tasso di copertura dell’1,5% su un campione di 5.000 aziende. Ania, l’associazione delle imprese di assicurazione italiane, indicava nell’indagine 2015-2016, una copertura del 5% per i danni indiretti (e risaltava peraltro, come addirittura il 15% non avesse in corso nemmeno una polizza Incendio per i rischi diretti).

Seppur con differenze legate ai metodi di indagine e alla platea esaminata, vi sono dei dati univoci che rilevano come, tra le coperture più sottovalutate, vi sia certamente quella dei danni indiretti (subito alle spalle della copertura per danno ambientale, quest’ultima praticamente sconosciuta in Italia).

Eppure:

1.

Uno studio realizzato da CEA (Comitato Europeo assicuratori) ha rilevato come il danno indiretto sia mediamente superiore di 2,5 volte il danno diretto.

Se ne trova continuamente evidenza in Italia nei casi di sinistri dovuti a terremoti e alluvioni, quando la quantificazione dei danni derivanti dall’interruzione di attività ha generato in effetti indennizzi assicurativi di circa 2/2.5 volte il danno diretto liquidato.

2.

Lo stesso studio ha sottolineato come il 40% delle aziende che subiscono un fermo attività prolungato oltre 3 mesi, chiude entro i successivi 2 anni, mettendo l’accento su un punto molto critico in relazione alla continuità aziendale.

3.

Risulta evidente che, se ben informato, il rischio relativo ai danni indiretti non può essere trascurato dall’imprenditore consapevole.

Le ragioni della scarsa copertura assicurativa di alcuni rischi possono essere molteplici e nascono oltre che dalla non completa informazione sull’impatto dei danni indiretti anche da valutazioni di tipo economico, di scarsa fiducia nelle Assicurazioni e così via.
È certamente possibile che la difficoltà di misurare il danno indiretto porti l’imprenditore a sottovalutare il rischio.

Nel nostro paese
solo 2 Aziende su 10
hanno la copertura
per i Danni Indiretti

Un altro dato interessante a questo punto è quello di AIBA, Associazione Italiana Broker di Assicurazione*, che ha rilevato come invece “solo 2 aziende su 10 abbiano la copertura dei danni indiretti, mentre in Germania il rapporto è di 8 a 10”. Il dato, pur modesto, è significativamente più elevato probabilmente perché il campione deriva da aziende che si avvalgono di consulenti specializzati.

Questo può significare che, una volta presa consapevolezza del rischio mediante la misurazione economica dello stesso, il cliente diventi più propenso ad acquistare la copertura dei danni indiretti.

Fare Cultura del Rischio
è un passo decisivo

Potrebbero essere queste le prove che, con una corretta ed esaustiva informazione, i rischi scarsamente percepiti come quello in esame non vengano effettivamente sottovalutati come gli studi paiono invece suggerire.

Possiamo concludere evidenziando come la creazione di una “cultura del rischio” sia un punto di partenza indispensabile per colmare il gap sopra descritto.

Tutti gli operatori del settore, indipendentemente dalla professione specifica, sono chiamati ad esserne partecipi nella consapevolezza anche che maggior cultura comporta nel lungo periodo anche maggior ricchezza per il nostro Paese.

La sfida riguarda anche i Consulenti assicurativi

Per quanto riguarda i consulenti assicurativi, la sfida successiva è quella di non adoperarsi solo affinché la garanzia sia attiva, ma far si che la stessa sia prestata in modo efficace per tutti quegli eventi che maggiormente possono compromettere la continuità aziendale. Un’area particolarmente critica, ancora troppo sottovalutata, riguarda l’impatto dei danni indiretti derivanti dalla Supply Chain in quanto solitamente si sottostimano sia i danni indiretti prodotti dal cosidetto “effetto correlazione” (cioè ogni azione di un’azienda della catena di fornitura che incide sulle altre) sia la vulnerabilità stessa della strategia di fornitura.

* Convegno “Le nuove frontiere dell’Assicurazione – Roma 09/10/2017